di Francesco Bollorino consulente per la Città Digitale
L’apertura dell’hotspot alla Biblioteca Berio, primo tassello con forte caratterizzazione anche simbolica dato il luogo prescelto, del progetto di creazione di aree Wi-Fi in Città da parte dell’amministrazione Comunale in sinergia e non in concorrenza con analoghe iniziative realizzate o in progetto da parte di altri soggetti privati, mi permette di provare a fare alcune considerazioni sul senso prospettico che questo progetto ha per la città.
Al di là della fascinazione tecnologica io credo che una città a vocazione europea, come Genova, debba dotarsi di una infrastruttura tecnologica di comunicazione molto avanzata, di cui le aree Wi-Fi fanno naturalmente parte per restare competitiva come territorio rispetto al resto del mondo. Lo si dice spesso, stiamo incominciando a farlo mettendo, come amministrazione a sistema le poche risorse disponibili.
Si tratta di un’operazione rivolta sia verso chi a Genova vive che verso chi a Genova viene per lavoro o per svago e come tale non può fermarsi alla pur essenziale costruzione di una rete di reti wireless che nelle nostre aspettative sia interoperabile e frutto di una “federazione” di soggetti diversi pubblici e privati, perché sia più vasta e più fruibile possibile, contribuendo così a generare una solida domanda da parte di un’utenza che ci auguriamo in costante crescita.
Perché ciò accada, ed è QUESTA la vera sfida dei prossimi anni, non basta la connessione per quanto buona e diffusa essa sia occorrono soprattutto servizi “pensati” per quel tipo di fruizione dal momento che limitare l’uso del wireless ad un uso “uguale” a quello casalingo ma semplicemente “fuori casa” ne decreterebbe rapidamente il fallimento sia come servizio sia come occasione di crescita tecnologica di un territorio anche in relazione alle possibilità di divenire un appetibile “luogo” dove sviluppare impresa e conseguentemente crescita economica.
Un rete Wi-Fi diffusa ha bisogno per avere successo di servizi on line “pensati” anche per una fruizione in movimento e in luoghi aperti e ricchi, come sono quelli di Genova di fascinazioni storiche e culturali.
La chiave di tutto si chiama “georeferenziazione” ovvero la possibilità di associare ad un “dato” sia esso un articolo, un video, una foto, una semplice informazione la sua collocazione nello spazio e conseguentemente la sua tracciabilità rispetto per esempio al luogo di fruizione.
Facciamo un esempio spero chiarificatore: se mi trovo in piazza San Lorenzo a Genova e ho una connessione wireless disponibile da un lato vorrei che mi costasse veramente poco dall’altro accanto alla possibilità di controllare la mia posta elettronica o miei messaggi e le interazioni con i social network a cui sono iscritto e le ultime notizie delle edizioni on line dei miei quotidiani di riferimento, mi piacerebbe sapere, e considererei ciò un VERO valore aggiunto che mi spingerebbe a usare un palmare per tale scopo, per esempio quali palazzi importanti o luoghi di interesse artistico o quali mostre si trovano vicino a dove sono fisicamente, mi piacerebbe potermi orientare e scegliere dei percorsi interessanti (con tutti gli approfondimenti e suggerimenti del caso) da fare nei paraggi, mi piacerebbe sapere quali ristoranti sono aperti e quali menù offrono o quali alberghi hanno camere libere e a che prezzo, mi piacerebbe se sono un turista e non conosco Genova dove sono le fermate dei bus e i servizi essenziali, mi piacerebbe sapere se ci sono dei miei “amici” nelle vicinanze e vorrei poter interagire con loro; insomma, mi piacerebbe avere il mondo in tasca collegato in Wi-Fi ma non vorrei solo una replica a spasso di ciò che faccio già comodamente a casa...è tutta qui la vera differenza, non è poco ed è questo il nostro intento come Campus della Città Digitale del Comune di Genova quando progettiamo i nostri siti web e gli associati servizi on line.
Per diventare una vera Città Digitale Genova ha bisogno da un lato di una connettività diffusa e a basso costo che solo il Wi-Fi le può garantire dall’altro ha bisogno di sviluppare questa tipologia di servizi per creare attraverso l’offerta un adomanda sempre crescente che possa e debba essere soddisfatta non certo solo dal Comune con i suoi progetti ma anche e soprattutto dai privati e dagli imprenditori che vedano in questo un modo per crescere nel campo dell’innovazione e dell’ICT; in questo logica il ruolo del Comune non è quello, per altro possibile, di cliente di possibili commesse ma soprattutto quello di soggetto facilitante e facilitatore dell’incontro tra domanda e offerta in un campo per ora poco esplorato e foriero di grandi sviluppi in futuro non solo nel ristretto ambito cittadino.












