Lo sviluppo del Wi-Fi pubblico in Italia sembra ancora allo stato embrionale rispetto al resto dell’Europa.
Il decreto Pisanu ha rallentato notevolmente i tempi di avvio andando contro a quello che viene definito il “principio di Neutralità Tecnologica” che promuove la diffusione della banda larga tramite la tecnologia che il consumatore preferisce, che sia UMTS o Wi-Fi, e costituisce uno sviluppo fondamentale per la riduzione del gap digitale che esiste tra Europa e Stati Uniti.
Molte città hanno già attuato il progetto di una rete wireless che copra interamente tutta la zona urbana: scopo che le unisce è eliminare il ”digital divide” che, spiegato in parole semplici, è la distinzione di coloro che possono usufruire delle nuove tecnologie e di chi non ne ha ancora la possibilità.
La regola uguale per tutti è l’autentificazione, ovvero prima di poter accedere ai servizi di Wi-Fi pubblico, l’utente deve registrarsi, come sancito dalla legge. La registrazione chiede alcuni dati personali e un numero di cellulare valido, a cui sarà mandato un messaggio con la password per collegarsi alla rete.
Se l’utente è minorenne, per potersi autentificare dovrà andare presso gli uffici comunali con un tutore che firmi la delega.
Roma è stata tra le prime città a entrare nel mondo digitale, aprendo nel 2008 cinquanta hotspot sperimentali dislocati nel territorio urbano sia all’aperto che al chiuso, con la promessa di arrivare a 500 entro la fine del 2010.
Venezia segue la capitale per quanto riguarda il progresso del Wi-Fi pubblico. I residenti possono godere del servizio senza dover pagare, mentre i turisti attualmente devono pagare 5 euro al giorno.
Per questo progetto sono coinvolti anche i cittadini che, tramite il concorso “Dove vorrei il mio hotspot”, possono liberamente scrivere le loro preferenze e i loro suggerimenti. (
http://blog.cittadinanzadigitale.it/).
Anche Trieste ha attuato un piano Wi-Fi pubblico attivo dal 2007, chiamato Wilmanet.
Per concludere, Firenze ha attuato il progetto “Firenze Wi-Fi”: hotspot collocati in dodici punti della città, che consentono a dieci piazze e due parchi di offrire un’ora di connessione wireless gratuita al giorno. Inoltre, sono in corso i lavori per poter collegare tutti gli edifici dell’Università di Firenze.
Queste al momento sembrano le città più evolute nello sviluppo del Wi-Fi anche se molti altri centri abitati mettono a disposizione dei cittadini il servizio che lentamente si sta ampliando per permettere una connessione più estesa.
Laddove molti Stati hanno già una struttura ben avviata in questo settore, l’Italia sta iniziando il cammino verso il loro raggiungimento e non sembra intenzionata a restare indietro ancora molto a lungo, nonostante i numerosi ostacoli che sta incontrando.
Non ci resta altro che aspettare il prossimo capitolo…
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Sara Verterano
Redazione